Siete alla ricerca di una gita fuori porta diversa dal solito? Ecco 5 cose da fare e vedere in Emilia Romagna, la regione che occupa il primo posto del mio cuore

1. Visitare Rocchetta Mattei e il Borgo La Scola

 

Siviglia? Granada? No… Grizzana Morandi! Finalmente siamo riusciti ad andare anche noi a visitare Rocchetta Mattei.

Questo castello ha una storia incredibile: venne, infatti, costruito dall’eclettico Conte Mattei, dopo aver perso sua madre a causa di una malattia e averla vista soffrire senza poter fare nulla.

Qui il conte ha studiato una medicina basata sull’elettromeopatia, con il sogno di riuscire a trovare un rimedio contro il cancro e altre malattie mortali. O almeno di alleviare le sofferenze delle persone malate. 

Le sue terapie diventarono sempre più famose fino ad attrarre al castello uomini e donne da tutto il mondo.

Una storia tutta emiliana, tornata alla luce da poco, che vale assolutamente una visita. Vi lascio tutte le foto nella gallery per farvi un’idea…

Già che ci siete, vi consiglio anche di fare tappa al borgo La Scola, in cui noi ci siamo imbattuti quasi per caso e che ci ha trasportati indietro nel tempo, fino al Medioevo.

Sembra incredibile, ma questo borgo fortificato è rimasto pressoché integro e nasce come quartiere militare con funzione strategica, come possiamo notare dalle vecchie torri di difesa e dai suoi “corridoi pensili” che collegano gli edifici tra loro.

Passando sotto la meridiana del Palazzo Parisi, veniamo attirati dal richiamo del caffè che ci viene inaspettatamente servito dall’associazione culturale “Sculca” e nel frattempo veniamo invitati a visitare il piccolo museo dedicato alla vita rurale del borgo. 

A Scola non c’è un bar né un negozio, ma ad oggi ci vivono 11 abitanti e non è difficile capire le motivazioni di questa scelta: mentre camminiamo tra le sue viuzze e i suoi archi, infatti, siamo avvolti da una pace surreale. 

2. Perdersi tra i murales colorati di Dozza

 

 

Tra le 5 cose da vedere in Emilia Romagna, il borgo di Dozza è sicuramente una delle più singolari. 

Quando Daniele mi ci ha portata non potevo credere ai miei occhi: per un’appassionata di fotografia  come me, era una bomboniera!

Dozza si trova a circa mezz’oretta di auto da Bologna e l’accesso è gratuito senza limiti orari: una meta perfetta per la gita della domenica pomeriggio. 

Appena varcata la soglia della cittadina, vi ritroverete in un vero e proprio museo d’arte a cielo aperto con i suoi murales, dipinti sui muri delle case e degli edifici, che la rendono uno dei borghi più colorati che abbia mai visto.

Ad oggi l’opera più famosa (e fotografata) è senza dubbio “L’angelo di Dozza” di Giuliana Bonazza… e io non potevo certo lasciarmelo scappare! Scorrendo la gallery potete vedere gli altri murales a cui non ho resistito…

Ma da dove viene questa rivistazione artistica del borgo?

Abbiamo scoperto che risale al 1960, quando venne istituita la Biennale del Muro Dipinto: una manifestazione durante la quale gli artisti invitati possono realizzare la loro opera di street art in tre giorni e a diretto contatto con il pubblico.

Un’iniziativa davvero unica nel suo genere, che promuove nuove forme di arte e creatività!

 Ma Dozza non è solo arte, bensì anche storia. Se proseguite fino al centro del paese, infatti, vi troverete davanti alla maestosa Rocca Sforzesca di Dozza

Al suo interno potrete visitare il Museo della Rocca che comprende le stanze nobiliari, ma anche le prigioni e le stanze di tortura. 

E, se volete ammirare la migliore vista panoramica sul borgo, vi consiglio di non perdervi la visita alla Torre Maggiore e alla Torre Minore!

Per gli amanti del vino, invece, sono più adatti i sotterranei, che ospitano l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna dal 1970. 

3. Fare un’escursione a cavallo sul Monte delle Formiche


Era il mio compleanno e le mie amiche avevano ben pensato di non regalarmi il solito braccialetto, bensì un’esperienza da fare insieme in Emilia Romagna, la nostra regione. 

Siamo così arrivate al Maneggio Da Gianni dove siamo state guidate in un percorso (da principianti) tra i boschi del Monte delle Formiche. 

E, mentre “cavalcavamo” immerse completamente nella natura, la nostra guida ci ha raccontato la storia del territorio.

Il Monte delle Formiche si trova tra la Valle dell’Idice e la Val di Zena, a circa 30 km a sud di Bologna, ma sapete da dove deriva questo nome così particolare?

La vetta prende il nome da un fenomeno naturale che si verifica ogni anno e che riunisce tantissimi studiosi (e curiosi) all’inizio di settembre: la migrazione a sciami dei maschi delle formiche alate per compiere quello che viene definito “volo nuziale”.

Dopo l’accoppiamento, infatti, queste formiche vanno tristemente a morire a centinaia di migliaia in una zona precisa del monte, nei pressi del santuario.

La nostra guida ci ha raccontato che si vedono proprio nuvoloni neri di formiche arrivare dal cielo e poi morire tutte insieme. Pazzesco, vero? 

4. Pranzare (o cenare) tra i boschi di Montese


Parliamoci chiaro, tra le cose da fare in Emilia Romagna non potevo evitare di consigliarvi qualcosa che avesse a che fare con la nostra cucina!

Montese è un piccolo angolo di tranquillità, lontano dal caos cittadino, immerso in un’area naturalistica ricca di borghi e di boschi, in cui fare lunghe passeggiate.

Si trova nella provincia di Modena, in Emilia Romagna, e non viene scelto come meta  per una gita fuori porta solo per le sue escursioni, ma anche per la sua ottima cucina!

I ristoranti di questa zona, infatti, sono molto conosciuti da chi ama le specialità di questo territorio e vuole concedersi una pausa rigenerante tra una passeggiata e l’altra. 

Noi ci siamo follemente innamorati dell’atmosfera rustica dell’agriturismo “Alla nuova vita ca’ nova”, completamente immerso nel bosco, con un menu che varia a seconda dei prodotti di stagione. 

Ci siamo stati in autunno, il mio periodo preferito per le gite nei boschi: caminetto acceso, castagne e vin brulè… non potevamo chiedere di più!

Se invece siete più tipi da estate, vi consiglio di provare il Ristorante La Terrazza per godervi un tramonto mozzafiato sulle colline circostanti, lontani dal caldo afoso, mentre sorseggiate un buon vino e vi gustate i piatti della tradizione…

5. Andare alla scoperta dei laghi dell’Appennino modenese

 
 

Da un po’ di anni a questa parte ho riscoperto il piacere di esplorare il mio territorio attraverso lunghe passeggiate nella natura che hanno il potere di rigenerarmi, spesso durante il periodo autunnale. 

Mi sono così imbattuta in due laghi dell’Appennino modenese, che non tutti conoscono, ma che meritano sicuramente di entrare a far parte delle cose da vedere in Emilia Romagna.

Sto parlando del Lago Scaffaiolo e del Lago della Ninfa. 

Questi due laghi sono molto diversi tra loro e a seconda delle loro caratteristiche potreste capire quale fa di più al caso vostro oppure, come abbiamo fatto noi, potreste decidere di vederli entrambi!


Il Lago Scaffaiolo


Il Lago Scaffaiolo è per chi ama “sudarsi” il traguardo. Si trova infatti a 1780 metri di quota, ai piedi del Monte Cupolino, ma se siete principianti (come me) non spaventatevi! 

La passeggiata lungo il sentiero panoramico che conduce al lago dura circa un’oretta e 40 minuti ed è facile e adatta a tutti! 

E poi… volete mettere la soddisfazione di raggiungere la cima e sdraiarsi lungo le sponde del lago? 

Qui potrete mangiarvi anche una bella polenta calda o un panino presso il rifugio “Duca degli Abruzzi”, il primo rifugio della storia dell’Appennino, che risale addirittura al 1878!

Unico avvertimento: se avete un Golden Retriever con voi, sappiate che dovrete riportarlo in braccio… 

Noi ne abbiamo incontrati diversi lungo la strada che, come la nostra Pollon, si rifiutavano di scendere perché avevano paura della discesa o erano stanchi. Che pelandroni! Però non volevano più uscire dal lago, guarda caso…

Il Lago della Ninfa

 

Il Lago della Ninfa, invece, è un incantevole laghetto alle pendici del Monte Cimone ed è raggiungibile in macchina. 

Da qui partono le passeggiate fino alla cima del monte e, in inverno, il centro è attrezzato per lo sci. 

Noi ci siamo stati in autunno (non l’avreste mai detto, vero?) con una coppia di amici, e abbiamo pranzato con i nostri panini al sacco, seduti sulle funivie immobili del Cimoncino, la cima che precede il Monte Cimone, e per un attimo il tempo si è fermato anche per noi.

Sfogliate la gallery per vedere tutte le foto!  

 

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