Nota come “la città che muore” poiché rischia di scomparire per sempre a causa dell’erosione. Ecco cosa fare a Civita di Bagnoregio, uno dei borghi più suggestivi d’Italia.

Sospesa su una rupe e raggiungibile solamente a piedi, attraversando un ponte lungo 200 metri. Quando l’ho vista dal vivo sono rimasta davvero senza parole!

Pensate che Civita di Bagnoregio conta solo 11 abitanti, a causa della condizione di precarietà dovuta all’erosione del terreno e alle frane, ma… tantissimi turisti! 

Ogni anno, infatti, viene visitata da centinaia di migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia per vedere quella che è entrata di diritto nella classifica dei Borghi più Belli d’Italia. 

 

Civita di Bagnoregio cosa fare

Dove si trova Civita di Bagnoregio?

 

Civita di Bagnoregio si trova nell’alto Lazio, in provincia di Viterbo, al confine con l’Umbria e all’interno della Valle dei Calanchi, di cui si gode una meravigliosa visuale. 

La città che muore dista poco più di un’ora da Roma e la sua vicinanza con la Toscana e con la città umbra di Orvieto, la rende una meta strategica e molto gettonata nell’Italia centrale, soprattutto per gite fuori porta nei weekend e nei ponti. 

Per questo, se ne avete la possibilità, vi consiglierei di visitarla tra settimana, per godervi in tranquillità la passeggiata tra le viuzze del suo meraviglioso borgo.

 

Cosa fare e cosa vedere a Civita di Bagnoregio 

 

Sicuramente la prima cosa da fare a Civita di Bagnoregio (e la più suggestiva) è quella di attraversare il lungo ponte che sovrasta la vallata con i suoi calanchi, scavati da millenni di erosioni dell’acqua. 

Il panorama mi ha lasciata senza fiato… e ovviamente qui una foto era d’obbligo!

Alla fine del ponte ci siamo trovati davanti all’unica porta di accesso alla città: Porta Santa Maria. Nella sua arcata potrete notare le decorazioni di una coppia di leoni che artigliano due teste umane: questi raffigurano gli abitanti di Civita che scacciano i tiranni dalla città.

Per entrare nel borgo abbiamo pagato una piccola tassa di 5 euro per sostenere i lavori di restauro, che permettono all’amministrazione comunale di mantenere visitabile la città e di farci trovare al suo interno trattorie e osterie con i buonissimi prodotti tipici umbro-laziali. 

Noi abbiamo pranzato all’osteria “Il Pozzo dei Desideri” all’interno di un’antica cisterna etrusca! 

La consiglio vivamente a chi, come me, ama i posti che ricreano un’autentica atmosfera medievale e a chi impazzisce per taglieri di salumi, bruschette, pasta fatta in casa e tartare!

Camminando tra gli stretti vicoli del borgo sembra davvero di tornare indietro nel tempo, circondati da antichi palazzi e mura sospese nel vuoto, in un’atmosfera surreale. 

Noi ci siamo lasciati condurre dalle viuzze, alla ricerca degli scorci più suggestivi, fino ad arrivare al punto più panoramico: la piazzetta del Belvedere, affacciata sullo strapiombo della Valle dei Calanchi. Che visuale mozzafiato!

Abbiamo poi proseguito verso il centro storico, dove si possono visitare i palazzi nobiliari costruiti dalle importanti famiglie Colesanti, Bocca e Alemanni durante il Rinascimento. 

In particolare merita una visita il Museo Geologico delle Frane, all’interno del Palazzo degli Alemanni, che vi racconterà il singolare rapporto di Civita con il suo territorio.

Infine siamo arrivati al cuore pulsante della cittadina, la piazza San Donato, dove si trova l’omonima chiesa romanica di San Donato, costruita sul sito di un antico tempio etrusco. 

Se entrerete al suo interno potrete ammirare il famoso crocifisso in legno della scuola di Donatello!

Allora, siete pronti ad entrare nella città che muore? 

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