Non so contare fino a dieci

Perdoname madre, ma non so contare fino a dieci.

Da piccola quando mi arrabbiavo sentivo la faccia gonfiarsi come un palloncino ad olio bollente che, inesorabilmente, sarebbe esploso riversando tutto il suo pericoloso contenuto sul malcapitato di turno.

Mia madre capiva quando stavo per esplodere solo guardandomi negli occhi e, puntuale, arrivava il suo mantra: conta fino a dieci, vedrai che poi ti calmerai.

L’unico effetto che aveva questa frase su di me era quello di farmi incazzare ancora di più.

Vorrei dire che ora sono una persona adulta, più riflessiva e più pacata, ma direi un’enorme stronzata:

Sono una donna che non sa contare fino a dieci.

Una donna impaziente, di quelle che vogliono tutto e subito perché non sanno fidarsi del futuro, che spesso non ha mantenuto le sue promesse.

Una donna con la testa dura, di quelle che da bambine volevano comandare sempre e che da adulte non vogliono rinunciare a far valere le proprie idee.

Una donna troppo impulsiva, che colleziona risposte sbagliate nei momenti sbagliati, di quelle che da ragazze tornavano a casa e dicevano alla mamma di non avere mai la risposta giusta al momento giusto.

Una donna che quando litiga sbraita e non sa stare calma, perché ci mette tutta la voce che ha, ma anche tutto il cuore.

Una donna che esige sempre tanto, a volte troppo, ma che la persona con cui è più severa di tutte è se stessa.

Una donna che prima di esplodere è già implosa dentro di sé in mille piccoli pezzi, che ricomporrà, con fatica, in un puzzle imperfetto.

Una donna che ha paura di perdere il controllo e che non sopporta le sorprese, ma da sempre ama farle agli altri.

Una donna spesso esagerata, chiassosa, plateale, che zitta non ci sa proprio stare. 

Una donna di quelle che da fuori sembrano indistruttibili e magari anche piene di sé perché vogliono sempre farcela da sole, ma che in realtà hanno solo bisogno di essere abbracciate più forte.

 

Una donna che ha rinunciato a contare fino a dieci.

4 Commenti

  1. Gerlando Lo Cicero

    “L’apparenza inganna” …è il titolo di una raccolta di racconti disegnati dal grande autore e maestro di fumetti Milo Manara.
    E la protagonista principale di questi racconti è Miele, la bellissima ragazza caparbia e “rompiscatole” che sovente sbatte la testa contro le sue idee e, nonostante questi suoi “difetti” tutti gli uomini vorrebbero come donna ideale accanto a se.
    Manara, in particolare, ha siglato e disegnato una tra le più belle delle sue storie con Miele come protagonista nel titolo “Il Gioco” : leggere adesso questo tuo “racconto di te stessa” pare davvero di sfogliare nuovamente, una per una, quelle pagine de “Il Gioco” !
    Queste tue caratteristiche, che solo all’apparenza ingannano (cioè che sembrano difetti e invece sono i tuoi punti di forza) sono realmente simili a quelle di Miele, l’eroina più bella di Manara.
    Complimenti sinceri, sia per il tuo racconto cosi bello e che sa “acchiappare”, sia per questi tratti del tuo carattere descritti cosi magistralmente! e, non da ultimo, complimenti veri per il tuo blog, che solo questa mattina sul far dell’alba ho scoperto per la prima volta e che adesso sto leggendo con interesse perché mi trasporta in sogni di cui amo nutrirmi.

    (per chi non conosce Milo Manara: il più grande autore e disegnatore di vero ed elegante erotismo, di nudi femminili, le sue storie divenute famose in tutto il mondo, e i migliori critici definiscono le donne disegnate dalla sua china come “reali” talmente sono belle e sensuali. Ha collaborato, tra le altre cose, a disegnare tantissime storie dell’altrettanto grande maestro italiano del fumetto: Guido Crepax, di cui la protagonista più famosa è Valentina. Manara è stato anche un collaboratore di alcune importanti opere di Fellini…)

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    • Martina Monti

      Mi fa davvero piacere leggere un commento così pieno di trasporto emotivo e tanto inaspettato, quanto curioso. Spero continuerai a leggermi, io sicuramente comprerò la raccolta di racconti! Grazie per le tue parole

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  2. Maurizio Antenore

    Una donna che accomuna forza interiore e semplicità nell’esprimere i suoi impulsi di amore, rabbia e passione, è l’immagine ideale per qualsiasi uomo in cerca del suo alterego. Provai a descrivere queste particolarità in un racconto per poi estendere in altri racconti, protagonisti sempre donne, sperando di non essere andato oltre, idealizzando e annebbiando la realtà. Ci sto provando ancora con due racconti di fantascienza, protagonisti alieni ma sempre al femminile, gentili, inoffensivi ma determinate, escludendo guerre e mostri tanto in voga nel mondo letterario e cinematografico. Complimenti all’autrice per le sue esaustive, dettagliate e interessanti rivelazioni di particolari aspetti della femminilità troppo spesso celate nell’anima.

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    • Martina Monti

      Grazie per queste parole così piene e poco scontate. Mi fa piacere essere stata d’aiuto, nel mio piccolo, per la sua ricerca al femminile: resto in attesa dei racconti!

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